CONTROLLI DEL FISCO PER IL 2010

 

 

 


Dalle Entrate uno stop al contenzioso inutile: puntuale come ogni anno arriva la circolare dell’Agenzia delle Entrate (C.M. n. 20/E del 16 aprile 2010) nella quale sono indicati gli obiettivi e gli ambiti di intervento al fine di contrastare l’evasione tributaria.

 

La circolare fissa come obiettivo primario quello di consolidare i risultati ottenuti nel 2009 al fine di migliorare ulteriormente l’efficacia dell’azione sia in termini di recupero dell’evasione pregressa che di prevenzione e contrasto di quella in atto e futura.

Il documento segue di pochi giorni altre due circolari (la 18/E e la 19/E del 14 aprile): la prima analizza il tema degli accertamenti in campo immobiliare dopo che la Legge Comunitaria 2008, nell’abrogare le norme introdotte dal D.L. n.223/06, ha ristabilito il precedente quadro normativo; la seconda indica agli Uffici le modalità di gestione delle controversie in materia di studi di settore dopo le sentenze della Cassazione a sezioni Unite dello scorso dicembre 2009 che hanno definitivamente qualificato tali strumenti come presunzioni semplici e ne hanno conseguentemente indebolito l’utilizzabilità in sede di accertamento.

 

Contenuti

Nella circolare sono identificati i criteri in base ai quali verrà indirizzata nel 2010 l’attività di controllo nei confronti delle imprese: strumenti da utilizzare e le modalità attraverso le quali selezionare le posizioni di sottoporre a controllo.

 

Persone fisiche

Per i soggetti in questione l’attività verrà distinta su tre livelli:

  1. controlli formali delle dichiarazioni dei redditi per il periodo d’imposta 2007;
  2. accertamenti parziali automatizzati;
  3. piano straordinario di controlli per la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche (c.d. redditometro).

Sullo specifico utilizzo del redditometro è atteso un sensibile miglioramento dei risultati qualitativi rispetto all’anno 2009. A tale scopo le attività di accesso diretto finalizzate all’acquisizione di elementi segnaletici utili alla ricostruzione sintetica del reddito avranno priorità assoluta nell’impiego delle risorse degli uffici periferici dell’Amministrazione.

 

Imprese di minori dimensioni e lavoratori autonomi

con volume di affari o ricavi dichiarati non superiori a € 5.164.569

Anche nel 2010 l’azione del Fisco per queste categorie di soggetti passivi si concentrerà principalmente sugli accertamenti attraverso l’utilizzo degli studi di settore avendo riguardo a:

4    soggetti non congrui al fine di ottenere nell’anno 2010 un miglioramento dell’ammontare medio delle maggiori imposte accertate e di quelle definite, prendendo a riferimento i dati del 2009;

4    verifica della veridicità dei dati dichiarati ai fini degli studi di settore (c.d. accessi brevi) al fine di individuare situazioni di falsa congruità ovvero alterazioni dei dati immessi nel software Gerico;

4    soggetti che, seppur astrattamente tenuti alla presentazione del modello dati degli studi di settore, hanno indicato cause di esclusione o inapplicabilità nel modello di dichiarazione dei redditi. Una quota del 5% degli accertamenti previsti verrà destinata a tale scopo.

Una quota pari al 5% dei controlli 2010 dovrà inoltre essere indirizzata anche nei confronti dei soggetti ai quali non si applicano gli studi di settore (fra i quali anche i c.d. contribuenti minimi).

Per quanto attiene, infine, gli esercenti arti e professioni, nel corso del 2010 è previsto un numero di controlli superiore a quello del 2009 da effettuarsi privilegiando il ricorso alle indagini finanziarie.

 

Imprese di medie dimensioni

con volume di affari compreso tra € 5.164.569 e € 100 milioni

Per questa categoria di contribuenti nell’anno 2010 è prevista una particolare intensificazione dell’attività di controllo. Elemento fondamentale per il successo delle attività di contrasto sarà rappresentato da un’attenta analisi del rischio di evasione da effettuare ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre ad accertamento sulla base dei seguenti elementi:

  1. rapporti con soggetti non residenti;
  2. operazioni infragruppo;
  3. utilizzo anomalo di crediti Iva in compensazione;
  4. presenza di ingenti oneri finanziari;
  5. presenza di oneri straordinari o di costi per servizi particolarmente elevati;
  6. anomale oscillazioni del fatturato nel breve periodo;
  7. assenza di controlli negli ultimi quattro anni.

 

Imprese di grandi dimensioni

Nel corso del 2010 tale attività si concentrerà sulle imprese che nel 2008 hanno conseguito ricavi per importi non inferiori ai 200 milioni di euro. Il Fisco realizzerà controlli serrati sulle dichiarazioni dei redditi e Iva presentate dalle citate imprese che saranno controllate entro l’anno successivo alla loro presentazione.

Verranno messe in atto attività istruttorie esterne al fine di individuare all’interno della platea delle grandi imprese i soggetti da sottoporre ad accertamento. Elemento fondamentale di questa selezione andrà qualificato sulla base di elementi segnaletici di specifica rilevanza (arbitraggi internazionali, operazioni di riorganizzazione transnazionale che presentano elementi di anomalia, prezzi di trasferimento, significative variazioni o anomalie nei risultati d’esercizio dell’impresa, ed infine la generazione di perdite fiscali).

Attingendo alle banche dati disponibili e facendo riferimento alle selezioni dei rischi, gli uffici dovranno procedere con le attività di accertamento nei confronti delle imprese valutando prioritariamente alcuni elementi quali: periodi d’imposta a rischio di decadenza dell’attività di accertamento, imponibili non dichiarati per importi superiori ai 50 milioni di euro e le posizioni che presentano un rischio per la tutela dei crediti erariali (es. rimborsi erogati con fideiussioni in scadenza, etc.).

 

Enti non commerciali

L’attività nel 2010 sarà concentrata al contrasto delle pratiche di abuso di norme agevolative da parte degli enti non commerciali attraverso l’assegnazione di una quota di verifiche e di accertamenti da eseguire.

 

Controlli bancari ai professionisti

Il 2010 vedrà un incremento del numero dei controlli basati sulle indagini finanziarie per i professionisti, secondo quanto contenuto nella circolare n. 20/E/2010 della Agenzia entrate, contenente gli indirizzi operativi per lo svolgimento di attività di prevenzione e contrasto all’evasione.

Assume rilievo sostanziale l’invito a privilegiare il ricorso ai controlli bancari, come consente la normativa a seguito delle modifiche introdotte dalla finanziaria 2005: si tratta di una previsione di carattere procedimentale che risulta applicabile anche all’accertamento sui redditi relativi agli anni precedenti al 2005.

 

 

08/05/2010

 

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